Risarcimento dei danni

Art 81. Risarcimento dei danni. La promessa di matrimonio fatta vicendevolmente per atto pubblico o per scrittura privata da una persona maggiore di età o dal minore ammesso a contrarre matrimonio a norma dell’articolo 84, oppure risultante dalla richiesta della pubblicazione, obbliga il promittente che senza giusto motivo ricusi di eseguirla a risarcire il danno cagionato all’altra parte per le spese fatte e per le obbligazioni contratte a causa di quella promessa. Il danno è risarcito entro il limite in cui le spese e le obbligazioni corrispondono alla condizione delle parti.

Lo stesso risarcimento è dovuto dal promittente che con la propria colpa ha dato giusto motivo al rifiuto dell’altro.

La domanda non è proponibile dopo un anno dal giorno del rifiuto di celebrare il matrimonio.

La violazione della promessa solenne di matrimonio origina il diritto al risarcimento dei danni . Il risarcimento consiste nelle spese fatte e nelle obbligazioni contratte a causa della promessa.

La rottura di una relazione amorosa priva della promessa di matrimonio non comporta responsabilità alcuna.

Per quanto riguarda la forma della promessa in dottrina vi è una divisione tra i sostenitori della forma scritta ad probationem o ad substantiam.

Il termine decadenziale per l’azione di risarcimento danni è un anno dal rifiuto di celebrazione del matrimonio.

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